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Bonus Sicurezza e Ristrutturazione 2026: Chi può richiederlo, cosa comprende e come fare i lavori

State pensando di installare un nuovo impianto di allarme, aggiornare la videosorveglianza o rifare l’impianto elettrico di casa? Conviene pianificare i lavori entro la fine dell’anno.

7–10 minuti
  1. Chi può richiedere il bonus?
  2. Cosa comprende il bonus?
  3. Proteggere la casa in edilizia libera
  4. Detrazione impianti elettrici e automazioni: quando scatta la manutenzione straordinaria
  5. Le nuove aliquote: focus su abitazione principale e seconde case
  6. Come si usa il bonus?
  7. Come evitare errori: bonifico parlante e adempimenti fiscali
  8. Progettazione e sicurezza: scegliete professionisti abilitati

Chi può richiedere il bonus?

Contrariamente a quanto si pensa, la detrazione non è riservata solo al proprietario dell’immobile. La normativa fiscale allarga la platea a tutti i soggetti che sostengono economicamente le spese e che possiedono un titolo reale sull’immobile.

Potete accedere al Bonus se siete:

  • Proprietari o comproprietari dell’immobile;
  • Nudi proprietari o titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
  • Inquilini in affitto o comodatari (a patto di avere il consenso scritto del proprietario e che il contratto sia regolarmente registrato);
  • Familiari conviventi (coniuge, componenti dell’unione civile, parenti entro il terzo grado) del proprietario, purché la convivenza sia stabile all’avvio dei lavori e le fatture e i bonifici siano intestati a chi richiede la detrazione.

Cosa comprende il bonus?

Il bonus non copre solo il costo dei dispositivi fisici. La detrazione al 50% si applica sull’importo totale della fattura, il che significa che lo Stato vi restituisce la metà di ogni singola voce di spesa necessaria a mettere in funzione l’impianto.

Nello specifico la detrazione comprende:

  • Le spese di progettazione e consulenza tecnica (es. lo studio del livello di rischio eseguito dai nostri tecnici);
  • L’acquisto dei materiali e dei componenti (centraline, telecamere, cavi, quadri elettrici, motori per cancelli);
  • Le spese per la manodopera, il montaggio e il collaudo finale dell’impianto;
  • Il costo del rilascio delle certificazioni e dei documenti di conformità;
  • L’IVA applicata sui lavori (che per le prestazioni di servizi legate alle ristrutturazioni è agevolata al 10% sulla manodopera e su parte dei beni).

Proteggere la casa in edilizia libera

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri clienti riguarda la necessità o meno di aprire una pratica edilizia in Comune (come CILA o SCIA) per installare un antifurto.

La risposta è normativa: gli interventi finalizzati alla “prevenzione del compimento di atti illeciti da parte di terzi” (regolati dall’art. 16-bis, comma 1, lett. f del TUIR) rientrano nelle attività di edilizia libera. Questo significa che potete accedere alla detrazione al 50% anche solo installando i singoli dispositivi di protezione, senza dover necessariamente avviare una ristrutturazione edilizia completa dell’immobile.

Sotto il profilo strettamente impiantistico, il bonus copre le spese di progettazione, fornitura dei componenti, installazione e collaudo di:

  • Sistemi di Videosorveglianza TVCC: telecamere IP ad alta risoluzione, sistemi di analisi video smart per il perimetro esterno e Network Video Recorder (NVR) dedicati, sempre configurati nel pieno rispetto delle normative sulla privacy;

Detrazione impianti elettrici e automazioni: quando scatta la manutenzione straordinaria

Se oltre alla sicurezza è necessario intervenire sul cuore tecnologico e strutturale dell’edificio, l’inquadramento cambia. Il rifacimento degli impianti e le automazioni vengono catalogati come interventi di manutenzione straordinaria.

  • Rifacimento e Adeguamento Impianto Elettrico: per accedere alla detrazione del 50%, i lavori non devono limitarsi alla semplice sostituzione di un componente guasto (manutenzione ordinaria). Deve trattarsi di un intervento più strutturale.
    Ad esempio: sostituire i vecchi cavi elettrici in tutta la casa (o in una parte importante), installare un nuovo salvavita o un quadro elettrico moderno con protezioni aggiornate contro i cortocircuiti, oppure rifare completamente l’impianto di messa a terra. Al termine dei lavori, noi di GE.IM. ti rilasceremo la Dichiarazione di Conformità (DICO) ai sensi del D.M. 37/08. Questo documento certifica che i lavori sono a norma di legge ed è obbligatorio per non perdere il bonus fiscale. 
  • Automazione di Cancelli, Serrande e Barriere: l’elettrificazione di un varco d’accesso è detraibile sia come intervento di sicurezza sia per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Dal punto di vista tecnico, l’installazione deve rispettare rigorosamente le Direttive Macchine Europee (EN 12453 e EN 12445), prevedendo test delle forze di impatto, fotocellule di sicurezza, coste sensibili (bordi in gomma che fermano immediatamente il motore se toccano un ostacolo). Al termine del lavoro, vi rilasceremo il fascicolo tecnico con la marcatura CE dell’impianto. Questo documento è una vera e propria carta d’identità del cancello che ne certifica la totale sicurezza ed è indispensabile per dimostrare al fisco che il lavoro è stato eseguito a norma.

Le nuove aliquote: focus su abitazione principale e seconde case

La recente riforma fiscale richiede molta attenzione. Non basta che l’immobile sia registrato come “abitazione principale”, conta anche chi paga i lavori e richiede il bonus.

Ecco come si dividono le percentuali:

  • Detrazione al 50% (Tetto a 96.000 €): spetta esclusivamente a chi ha un diritto reale sull’immobile — ovvero il proprietario, il comproprietario, il nudo proprietario o chi ha l’usufrutto — a patto che quella casa sia la sua abitazione principale (ci risieda e ci dimori abitualmente);
  • Detrazione al 36% (Tetto a 96.000 €): si applica invece in tutti gli altri casi. Questo significa che pagherete le tasse ridotte al 36% se i lavori vengono fatti su una seconda casa (o una casa data in affitto), ma anche se a pagare i lavori sulla prima casa sono gli inquilini in affitto, i comodatari o i familiari conviventi.

(Nota pratica per i lettori: se siete proprietari e state sistemando la casa in cui vivete, andate sul sicuro al 50%. Se l’immobile è intestato a voi ma a pagare il bonifico è vostro figlio convivente o il vostro inquilino, la detrazione scende al 36%).

Come si usa il bonus?

Il bonus si traduce in una detrazione sulle tasse (IRPEF): la metà della spesa totale sostenuta vi verrà restituita dallo Stato in 10 quote annuali di pari importo, scalate direttamente dalla vostra dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) a partire dall’anno successivo a quello dei lavori.

Per assicurarsi il diritto alla detrazione, l’iter operativo deve seguire queste regole tassative:

Come si usa il bonus sicurezza

Come evitare errori: bonifico parlante e adempimenti fiscali

Per garantire che il credito d’imposta (ripartito in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi) venga riconosciuto senza contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’iter burocratico deve essere eseguito con precisione millimetrica:

  • Fatturazione chiara: la fattura elettronica emessa dall’impresa deve descrivere nel dettaglio le opere e indicare espressamente il riferimento normativo corretto (ad esempio: “Installazione impianto antintrusione ai sensi dell’Art. 16-bis del D.P.R. 917/1986”);
  • L’obbligo del bonifico parlante: è il canale di pagamento tassativo. I bonifici ordinari non sono ammessi. Il modulo specifico per le ristrutturazioni edilizie deve includere:
    • Il Codice Fiscale del beneficiario della detrazione;
    • La Partita IVA della ditta che esegue i lavori (nel nostro caso: GE.IM. di Stravato Erasmo e C. Snc);
    • La corretta causale legislativa preimpostata dalla banca;
  • Fascicolo dei documenti: il proprietario deve conservare la Dichiarazione di Conformità (D.M. 37/08), le fatture, le ricevute dei bonifici e le schede tecniche dei prodotti installati, utili in sede di controllo o per il visto di conformità.

Progettazione e sicurezza: scegliete professionisti abilitati

La conformità tecnica e la regolarità fiscale camminano di pari passo. Per questa ragione, affidarsi al fai-da-te o a soluzioni non certificate rappresenta un rischio sia per la sicurezza della casa sia per il portafogli.

Noi di GE.IM. offriamo un servizio completo di consulenza e installazione: dall’analisi del livello di rischio (in conformità alle norme CEI EN 50131 per i sistemi antifurto) fino al rilascio di tutta la documentazione idonea per richiedere i bonus fiscali in totale serenità.

FAQ

Scorri e risolvi i tuoi dubbi

Posso detrarre l’allarme se non sto facendo altri lavori di ristrutturazione a casa?

Sì. L’installazione di impianti antintrusione, allarmi e videosorveglianza rientra nel Bonus Sicurezza in edilizia libera. Non serve aprire alcuna pratica edilizia (CILA/SCIA) né avere un cantiere aperto.

Lo sconto in fattura o la cessione del credito sono ancora attivi nel 2026?

No. Le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito sono state eliminate per questo tipo di interventi. L’unica modalità per fruire del Bonus 50% (o 36%) è la detrazione fiscale diretta distribuita in 10 quote annuali della stessa cifra nella propria dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se sbaglio a compilare il bonifico e faccio un bonifico ordinario?

Se viene effettuato un bonifico ordinario anziché il bonifico parlante dedicato alle ristrutturazioni, la banca non applicherà la ritenuta d’acconto prevista per legge e l’Agenzia delle Entrate potrebbe rigettare la detrazione. In alcuni casi è possibile rimediare facendo ripetere il bonifico correttamente o ottenendo una dichiarazione sostitutiva dall’impresa, ma è sempre bene prestare la massima attenzione al momento del pagamento.

L’IVA sui lavori è al 10% o al 22%?

Per gli interventi di manutenzione straordinaria e installazione di impianti su immobili a prevalente destinazione abitativa si applica l’IVA agevolata al 10% sulla prestazione di servizio e sulla manodopera, oltre che su una parte dei beni significativi impiegati nell’impianto.

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